Pino Rampolla è un amico del calcio,lo
segue da sempre con una passione che va al di là del ruolo
professionale,a testimonianza di un rapporto quasi
viscerale,alimentato dalle esperienze a bordo campo,dal legame
con tanti protagonisti del nostro mondo,dallo sforzo di documentare
le varie facce di una realtà così composita e articolata.
E nel suo lavoro
-che non è fatto solo di sport e di calcio-
Rampolla trasferisce anche la carica umana e la
generosità che sono caratteri distintivi della sua personalità,mettendo
il talento di fotoreporter a disposizione di un scopo sociale e
di solidarietà che ne qualificano ulteriormente l’impegno.
Questa ultima “fatica” di Pino
Rampolla si muove proprio in questa direzione: un libro
fotografico dedicato allo Stadio Olimpico di Roma,il cui
ricavato servirà a sostenere le Case di accoglienza che,
attraverso l’Associazione Peter Pan e la dedizione dei suoi
volontari, assistono tanti bambini malati e le loro famiglie.
Ma il libro -già dalla splendida ed
emblematica immagine di copertina- assume oggi il valore di un
documento storico,proponendo personaggi e situazioni,volti ed
episodi che appartengono alla vita della città e del suo
grande impianto, costruito per le Olimpiadi del 1960.
Ora che lo stadio Olimpico si è
trasformato,diventando più comodo e più funzionale,in linea
con le infrastrutture sportive
più moderne,le foto di Rampolla ne ripercorrono la
crescita e lo sviluppo,offrendoci una testimonianza di notevole
interesse.
Tanto più,alla vigilia di un grande
appuntamento calcistico,come la finale di Champions League
del maggio prossimo,che vedrà il nuovo Stadio Olimpico
di Roma protagonista di uno straordinario evento
internazionale.
Grazie dunque a Pino Rampolla per la sua
opera che, traendo
ancora una volta dal calcio gli stimoli e gli spunti
dell’iniziativa,mette insieme impegno professionale e impegno
civile.
Giancarlo Abete
Presidente della
FIGC