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Home > I Libri > Prego, sorrida!
A
proposito di foto "buffe" Non credo siano molti i fotografi interessati e occupati a cogliere gli attimi buffi della vita. O almeno io non ne ho né notizie né testimonianze. E dovrei dedurne che non ce ne sono, mentre, invece, più logicamente, penso ce ne debbano essere. Un po' come la vita negli altri pianeti: sarebbe incomprensibile, che, tra miliardi di mondi, ad essere abitato fosse soltanto il nostro; l'infinita estensione dell'universo risulterebbe, almeno per l'umano modo di sentire, spazio sprecato.
Così è da mettere nell'ordine degli sprechi quanto di 'buffo' viene ignorato dal disinteresse dei fotografi. E di spreco o di occasioni perdute si può, comunque, parlare; ché se la mia memoria fatica a rintracciare ricordi di fotografi alla ricerca dell'umorismo involontario dell'esistenza, è evidente che scarseggiano; confermando il pregiudizio di chi valuta poco serio il comico e soltanto apprezzabile il drammatico. E non dico qui del pregiudizio verso la scarsa serietà del comico, quanto dello stile comico; ché a definire poco serio ciò che è comico in sé, sarebbe come definire poco bianco il nero. E' ovvio che il comico non è"serio" proprio perché è comico; ma può essere serissimo per il suo significato (a meno di non confondere il serio con il funereo). C'è forse qualcosa di più comico e insieme di più tragico di una comica di Charlot? Ho visitato parecchie
mostre fotografiche e visto centinaia di fotografie (tutte per lo più
in bianco e nero- quasi che il fotografo abbia voluto 'correggere'
l'errore di Dio che ha concepito variopinta la realtà, dotandola di una
suggestione ingannatrice; ma questo è un altro discorso); fissavano,
queste foto, istanti dell'angoscia esistenziale dell'uomo, del suo
quotidiano malessere; istanti dolorosi, immobilizzati in una sorta di
eternità espressiva. Capisco che la rappresentazione del tragico susciti maggiore rispetto (se non altro quello che si ha per le disgrazie) ma perché mai debba, sul piano estetico e intrinseco, godere a priori, di maggiore considerazione è comprensibile soltanto se si fa confusione tra ciò che si esprime e il modo di esprimerlo. Nell'arte è il modo di esprimere che fa l'arte.
"Preso
sorrida" è il titolo di questa raccolta, sia in catalogo che in
mostra, di foto 'buffe' firmate da Pino Rampolla; il quale, forse,
avrebbe dovuto aggiungere: Pino Caruso
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