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Sud Africa un viaggio di amicizia e solidarietà
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L'Africa è il paradigma delle disuguaglianze del mondo. In Africa muoiono ogni giorno 30 mila bambini, come se ogni giorno una delle nostre città si spegnesse e rimanesse deserta Muoiono di Aids, perché non c'è cibo e acqua sufficiente, per malattie che altrove sono facilmente curabili. L'aspettativa di vita è scesa sotto i 40 anni, contro gli oltre 80 dei paesi occidentali. Ogni anno 50 milioni di bambini non vengono registrati alla nascita.
Se solo dalle nostre parti succedesse un decimo di quello che succede là, se ne parlerebbe tutti i giorni e tutti, governi in testa, saremmo pronti a mobilitarci con ogni mezzo per superare un'emergenza che riterremmo crudele e intollerabile. Ma siccome queste persone sono lontane, il cuore dell'Occidente batte più lentamente.
E' invece all'interno della società civile che si moltiplicano, per fortuna, i segni di autentico interesse per l'Africa, per quelle popolazioni. Anche grazie all'impegno e alla testimonianza di moltissimi volontari, cattolici e laici, che all'Africa dedicano attenzione, energie, volontà, passione, tenacia, intelligenza, e grazie ad iniziative come questa, come questo "viaggio di amicizia e solidarietà" in Sud Africa, cresce la consapevolezza che serve il coraggio di cambiare strada, di imprimere una svolta nei rapporti tra nord e sud del mondo.
Non si tratta solo di una questione morale, della difesa di valori astratti, di un ideale di giustizia sociale. Ci sono considerazioni estremamente "realiste" da fare. C'è da capire che le minacce all'ambiente dell'Africa sono minacce anche al nostro ambiente. Che la fame e le emergenze sanitarie, i conflitti che seminano morte e moltiplicano la povertà, non sono pericoli circoscritti, che restano laggiù, separati, lontani da noi. Attraversano i confini, spingono tanti alla ricerca di un altro luogo in cui provare a vivere una vita più sicura. Chiunque di noi farebbe lo stesso, se pensasse che al di là del mare c'è una speranza di vita migliore per i propri figli. Il destino dell'Africa, che ha grandi potenzialità e risorse, non è immutabile.
Non c'è dubbio: il suo futuro passa anche dalle scelte che sapranno fare i "grandi" della Terra. Ma intanto è importante che tutti portino avanti il loro impegno. I governi locali con la loro attività di cooperazione decentrata, le Organizzazioni non governative e le associazioni di volontariato con il loro straordinario lavoro quotidiano.
Giornalisti, scrittori, fotografi e tutti coloro che hanno a che fare con la comunicazione, che è decisiva in un tempo "globale" come il nostro, cercando di rompere il muro di silenzio che troppo spesso circonda l'Africa. E' quel che riescono a fare queste bellissime foto di Pino Rampolla che mostrano la realtà dell'Africa a chi ne ignora l'esistenza, o a chi la dimentica troppo facilmente.
Dobbiamo continuare a credere che a un passo ne potrà seguire un altro, e un altro ancora. E forse un giorno potremo dire che la povertà non è una fatalità, una condizione insuperabile, ma qualcosa che può diminuire fino a sparire
Walter Veltroni
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I consigli di Pino Rampolla
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fotografie di Pino Rampolla Via Capo Poro, 44 - 00122 Roma Tel. 338-2035465
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